Avrebbero distratto l’intero patrimonio aziendale mentre la ditta era schiacciata da enormi debiti fiscali. È questo il cuore dell’indagine che ha portato la Guardia di Finanza di Firenze e la Compagnia di Empoli a sequestrare quote societarie e beni di una nota realtà del commercio alimentare.
Per evitare di saldare il dovuto, gli indagati avrebbero affittato l’azienda a una seconda società “speculare”, composta dagli stessi soci e con i medesimi dipendenti, lasciando i debiti in capo alla prima realtà ormai destinata al fallimento.
Si trattava di un’unica regia economica che puntava esclusivamente a sottrarre i beni alle pretese dei creditori e dello Stato. In pratica, mentre la vecchia società affondava sotto il peso delle tasse non pagate, la nuova continuava a operare con gli stessi mezzi e lavoratori, ma con la “fedina finanziaria” pulita.
Un amministratore giudiziario è stato ora nominato per gestire l’attività e garantire che il valore dell’azienda serva a risarcire i danni causati all’Erario.
L’operazione della Procura di Firenze ha però svelato un sistema ancora più ampio e sofisticato. Gli inquirenti hanno infatti ricostruito una frode “carosello” internazionale che coinvolgeva società in Toscana, Campania e Romania. Questo giro di false fatture serviva a creare crediti IVA inesistenti per oltre un milione di euro, di cui circa 600.000 euro sono stati intercettati e bloccati dai finanzieri prima che venissero incassati.
Oltre all’evasione fiscale, la società avrebbe utilizzato bilanci falsificati per ottenere indebitamente 305.000 euro di finanziamenti garantiti dallo Stato, raggirando gli istituti di credito e il Fondo Mediocredito Centrale. Per questi fatti, undici persone sono già state inviate a giudizio con l’accusa di bancarotta fraudolenta e reati fiscali; l’udienza preliminare è fissata per il prossimo 5 maggio 2026. È importante ricordare che il provvedimento eseguito è una misura cautelare e che tutti gli indagati devono essere considerati innocenti fino a una sentenza definitiva.