In 35 anni ancora i familiari delle vittime sono in cerca della verità.
La notte del 10 aprile 1991, a pochi minuti dalla partenza dal porto di Livorno, il traghetto Moby Prince finì contro la petroliera Agip Abruzzo. In pochi istanti si sviluppò un incendio devastante che non lasciò scampo a 140 persone tra passeggeri ed equipaggio. Solo un uomo riuscì a salvarsi.
Da allora, indagini e processi non sono riusciti a fare piena luce su quanto accadde in quelle acque. Le ricostruzioni si sono moltiplicate negli anni, ma senza arrivare a una verità condivisa. Sul banco restano anche le responsabilità legate ai soccorsi, partiti in ritardo e rivelatisi inefficaci.
Nel giorno dell’anniversario, Livorno torna a stringersi attorno ai familiari delle vittime. Le commemorazioni si svolgono tra luoghi simbolo della città e il porto, con la lettura dei nomi e il lancio di fiori in mare.
Un rito che si ripete ogni anno, mentre resta aperta la richiesta di chiarire definitivamente le cause di quella che viene ancora definita una “strage senza verità”.