La perizia

Omicidio a Bilancino, confermata la capacità di intendere e volere dell’imputato

N’Diaye Mor verso il processo per l’uccisione della guardia giurata Federico Perissi

Omicidio a Bilancino, confermata la capacità di intendere e volere dell’imputato

N’Diaye Mor, 41 anni, è stato ritenuto capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio della guardia giurata Federico Perissi, avvenuto al lago di Bilancino nell’aprile dello scorso anno.

È quanto emerge dalla perizia firmata disposta dal giudice.

Secondo lo studio, l’imputato presentava un “disturbo antisociale di personalità” e un disturbo legato all’uso di cocaina e cannabinoidi, ma tali condizioni non avrebbero compromesso in modo significativo la sua capacità di comprendere e volere nel momento dei fatti.

È stata inoltre esclusa un’intossicazione cronica tale da incidere sulla responsabilità penale, così come la presenza di condizioni che ne impediscano il processo.

La ricostruzione dell’accusa parla di una violenta aggressione nata da un litigio per la cancellazione di un’immagine dal telefono. N’Diaye avrebbe minacciato la vittima e poi l’avrebbe colpita brutalmente alla testa con una pistola e un masso, dopo averla trascinata fuori dall’auto.

L’intera scena sarebbe stata ripresa da una dash cam installata sul veicolo della vittima.

Dopo l’omicidio, l’uomo si sarebbe dato alla fuga per ore, continuando a utilizzare l’auto della guardia giurata e percorrendo varie zone fino alla provincia di Ferrara.

Dopo un incidente stradale, avrebbe proseguito a piedi per chilometri, fino a entrare in una piscina, rubare vestiti e tentare infine il furto di un’auto.

Sarà proprio questa perizia a spianare la strada al processo.

L’imputato, dopo l’arresto, avrebbe anche fornito agli investigatori le indicazioni per il ritrovamento del corpo della vittima.