Ci sono le immagini del pestaggio

Omicidio Bongiorni, la difesa del 17enne con un passato da pugile

Sarebbe suo il pugno fatale al 47enne carpentiere di Massa, ma il giovane sostiene di essere stato aggredito per primo

Omicidio Bongiorni, la difesa del 17enne con un passato da pugile

Il colpo fatale che ha ucciso Giacomo Bongiorni, il carpentiere di 47 anni, morto domenica all’1 e 21 in piazza Palma a Massa, sarebbe stato inferto dal 17 fermato con l’accusa di omicidio volontario e sarebbe stato immortalato dalle telecamere di sicurezza del Comune. Oltre a lui sono indagati altri due minori e due maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, e Eduard Alin Carutasu di 19, con l’accusa a vario titolo di omicidio volontario e rissa aggravata.

I colpi fatali

Le immagini contengono la sequenza di colpi sferrata a Bongiorni davanti al figlio di 11 anni e al cognato. Mostrerebbero che il 47enne ha subìto colpi mentre era a terra come un sacco, avendo perso conoscenza, fino alla frattura cranica e alle emorragie che l’hanno ucciso.

La difesa del cognato

In particolare, una telecamera mostra quando Bongiorni va a difendere il cognato, che a sua volta aveva richiamato il gruppetto affinché smettesse di lanciare bottiglie contro un negozio. A quel punto i giovani – secondo i familiari della vittima – avrebbero colpito il cognato  provocandogli la frattura del setto nasale e di una gamba. Conseguenze ben peggiori per il secondo attacco, verso Giacomo. Un forte pugno lo avrebbe fatto sbilanciare e cadere: una volta a terra la scarica di calci e la morte. 

Il passato da pugile del 17enne

Come detto, il pugno fatale lo avrebbe tirato il 17enne che adesso si trova in una struttura per minori a Genova e fino fino a poco tempo fa praticava il pugilato a livello agonistico: era tesserato fino al 2023 per la Boxing Team Pugilistica Massese.  Durante il primo interrogatorio ha detto di aver reagito a un’aggressione di Bongiorni, che a suo dire lo avrebbe colpito al naso. Anche gli altri indagati hanno detto di essersi difesi.  Una tesi riportata anche dalle loro famiglie che spiegano di non avere dei criminali come figli.

L’udienza di convalida

Nella mattina di oggi, mercoledì 15 aprile nel carcere di Massa, è in programma l’udienza di convalida del fermo dei due maggiorenni, che sono assistiti dagli avvocati Enzo Frediani e Riccardo Furlan. Domani è fissata invece quella del diciassettenne che, come detto, si trova in una struttura di Genova.