L’emergenza peste suina in Toscana continua a destare grave preoccupazione, con un triplicamento dei casi negli ultimi tre mesi. Il numero di cinghiali trovati positivi al virus è passato da 88 a 268, coinvolgendo ben 44 comuni nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia. La situazione sta mettendo a dura prova le aziende agricole, che chiedono un intervento deciso e coordinato delle istituzioni.
La gravità della situazione
Coldiretti Toscana ha evidenziato la gravità della situazione, sottolineando il clima di esasperazione raggiunto dal settore agricolo. La richiesta dell’associazione alle istituzioni è un cambio di passo deciso, puntando il dito contro la burocrazia e lo scarso coordinamento sul territorio. Le difficoltà e i rallentamenti nella messa in atto delle ordinanze commissariali stanno compromettendo gli sforzi per contenere l’epidemia. Tra i soggetti coinvolti, Regione Toscana, Azienda Sanitaria Locale, Provincia e Ambiti Territoriali di Caccia.
Le criticità e le richieste degli agricoltori
Il presidente di Coldiretti Lucca, Andrea Elmi, ha denunciato la difficoltà delle istituzioni regionali nel mettere in pratica gli interventi necessari per ridurre il numero dei cinghiali, principali vettori del virus. Un esempio emblematico è quello delle gabbie di cattura, richieste e installate nei poderi a dicembre, ma ancora non operative per mancanza di protocolli di gestione effettivi. “Ci si perde in un bicchiere d’acqua, siamo molto delusi e non escludiamo una nuova mobilitazione”, ha dichiarato Elmi. Gli agricoltori e gli allevatori stanno pagando un prezzo salatissimo, in termini di danni alle produzioni agricole e di rischio di contagio negli allevamenti di suini.
La necessità di un’azione concreta
La situazione richiede un’azione concreta e coordinata per contenere l’epidemia e proteggere il settore agricolo. Coldiretti Toscana ha chiesto l’inclusione delle aree protette dei parchi nelle attività di depopolamento dei cinghiali, oltre all’impegno dei cacciatori. È fondamentale che le istituzioni trovino soluzioni efficaci e tempestive per gestire l’emergenza, evitando ulteriori danni alle aziende agricole e al territorio.