All’aula bunker di Santa Verdiana, a Firenze, è entrato nel vivo il processo a Vasile Frumuzache, il vigilante romeno 33enne accusato di aver ucciso le escort sue connazionali Maria Denisa Paun, 30 anni, e Ana Maria Andrei, 27 anni: la prima a Montecatini Terme (Pistoia) nell’agosto del 2024, la seconda a Prato a maggio 2025. L’imputato è arrivato poco attorno alle 10 dove sarà interrogato di fronte alla corte d’assise.
Prima di lui, sono stati ascoltati due testimoni di parte civile, il fratello e la sorella di Ana Maria Andrei. Presente tra il pubblico anche la madre di Denisa.
L‘imputato ha ammesso la responsabilità della morte di Maria Denisa, dichiarando di aver agito in preda a un mix di rabbia e paura a seguito di un presunto tentativo di estorsione.

Secondo la sua versione, la vittima avrebbe preteso la somma di 10.000 euro per non rivelare la loro relazione alla moglie dell’uomo. Dopo averla strangolata, avrebbe occultato il corpo in una valigia per poi procedere alla decapitazione in un campo il giorno successivo.
In merito all’omicidio di Ana Maria, il movente descritto riguarda un rifiuto personale e discriminatorio. L’uomo ha riferito che la donna si sarebbe opposta a un rapporto sessuale insultandolo per le sue origini.
Dopo che lei era scesa dall’auto, l’avrebbe inseguita e colpita mortalmente alla gola con un coltello.
L’elemento ricorrente nelle dichiarazioni è il timore di perdere il legame con la propria famiglia, indicato come la causa scatenante di entrambi i delitti. L’imputato ha inoltre manifestato un profondo disagio psicologico, affermando di aver considerato più volte il suicidio e di essere arrivato a puntarsi una pistola alla testa.