Quarta alluvione in un anno a Portoferraio: strade e case sommerse da pioggia e fango

Nonostante le barriere e le allerte meteo, il maltempo torna a devastare il capoluogo elbano e le zone limitrofe

Quarta alluvione in un anno a Portoferraio: strade e case sommerse da pioggia e fango

Quasi 80mm caduti da poco prima delle 8 di stamani. E’ il bilancio del maltempo che ha interessato nelle ultime ore l’Isola d’Elba.

Portoferraio torna a fare i conti con l’emergenza maltempo: per la quarta volta in dodici mesi, la città e le aree circostanti sono state travolte da pioggia intensa e fango. Le zone più colpite coincidono ancora una volta con quelle delle precedenti ondate, a dimostrazione dell’inadeguatezza delle barriere preventive.

Nel quartiere del Carburo, sacchi di sabbia e argini temporanei non hanno retto all’acqua, invadendo case e attività commerciali, come documentano le immagini scattate dai residenti.

Le prime ore della mattina hanno visto la sospensione del traffico in ingresso e uscita dal capoluogo elbano: la polizia municipale ha chiuso le principali vie di accesso, mentre il sindaco Tiziano Nocentini ha invitato la popolazione a limitare gli spostamenti ai soli casi di necessità. Solo nel corso della tarda mattinata, con un temporaneo miglioramento delle condizioni meteorologiche, è stato possibile riaprire la strada principale verso il porto.

Non meno critico è stato il versante orientale dell’isola: la provinciale 26 tra Rio Marina e Rio Elba è stata invasa dall’acqua, mentre un torrente di fango ha interessato la strada tra Portoferraio e Portoazzurro in località Mola. A complicare ulteriormente la situazione, una frana ha interrotto la provinciale 32 del Volterraio, e uno smottamento di terreno ha ostruito la carreggiata in località Falconaia a Nisporto.

I residenti di Portoferraio, già provati dalle precedenti emergenze, denunciano frustrazione e esasperazione: nonostante l’allerta meteo fosse stata classificata di livello giallo, le conseguenze della nuova alluvione sono state pesanti e immediate, lasciando aperti interrogativi sulla capacità di prevenzione e sulla protezione delle aree più vulnerabili.