Doveva essere un normale pomeriggio di lavoro, si è trasformato in un incubo con tanto di richiesta di denaro per riavere il maltolto.
Un’estorsione, conclusa con un esborso (forzato) di 300 euro e il cellulare lanciato a terra dal malvivente.

È accaduto nei giorni scorsi in via dell’Angiolo, in centro. Due operai, impegnati in un trasloco per conto di una famiglia che vive in zona, hanno infatti denunciato il furto del telefonino lasciato all’interno del mezzo utilizzato per il servizio.
Secondo quanto ricostruito, i due lavoratori avevano parcheggiato il furgone lungo la strada, lasciandolo aperto per agevolare le operazioni di carico e scarico.

Un uomo di origine nordafricana ha approfittato della situazione impossessandosi del telefonino e facendo provvisoriamente perdere le sue tracce.
Resisi conto della sparizione, i due hanno iniziato a chiedere informazioni ai negozianti della zona, nel tentativo di capire se qualcuno avesse notato dei movimenti sospetti.
È in quel momento che si sarebbe avvicinato un uomo, descritto appunto come nordafricano, che avrebbe dichiarato di essere in possesso del telefonino, chiedendo però 500 euro per la restituzione.

Voleva, insomma, subito monetizzare il furto appena messo a segno, incurante del fatto che la sua identità fosse palese, essendosi mostrato ai due lavoratori, che però chiaramente non potevano conoscere la sua identità.
Una richiesta che ha spiazzato le vittime, che però pur di riavere il cellulare non hanno escluso di prendere in considerazione.
I poliziotti hanno raccolto la denuncia del proprietario del telefonino danneggiato e stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, verificando l’identità dell’uomo accusato del reato.