"Dimensioni esagerate"

Scontro Comune Soprintendenza sull’antenna-cilindro che oscura il Duomo

L'enorme antenna montata nel 2023 in viale Belfiore a pochi passi dal centro Unesco; Funaro: "bisogna assumersi la responsabilità dell’ente che si rappresenta"

Scontro Comune Soprintendenza sull’antenna-cilindro che oscura il Duomo

Firenze come Legoland. E’ diventato un caso, per ora nazionale, l’ennesimo solido geometrico che imbruttisce il meraviglioso paesaggio fiorentino: dopo il cubo nero sorto nell’area dell’ex Teatro Comunale di corso Italia e per il quale è in corso un’inchiesta della  Procura di Firenze, la città si indigna (a oltre tre anni dalla sua installazione) per un’enorme antenna per la telefonia mobile installata in viale Belfiore; cilindrica, color crema, simile a un enorme boiler, si staglia a pochi passi dal centro storico patrimonio Unesco. La struttura, riconducibile a Iliad, risulta visibile sui tetti cittadini e interferisce con la vista di monumenti simbolo come il Duomo di Firenze e la basilica di San Lorenzo.

Montata a inizio 2023, autorizzata nel luglio del 2022

Montata nel gennaio 2023, è stata autorizzata con i pareri favorevoli di Arpat e della commissione Paesaggio del Comune, ma non della Soprintendenza. “Ho pensato a uno scherzo”, ha dichiarato Antonella Ranaldi, Soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze dal novembre 2022. Ranaldi, dopo aver consultato gli uffici ha aggiunto che “L’autorizzazione paesaggistica del Comune è di luglio 2022. (quando alla Soprintendenza c’era ancora Andrea Pessina, ndr). La Soprintendenza non si è espressa, la procedura è andata avanti col silenzio assenso. Queste trasformazioni sulle coperture, antenne, parabole, impianti tecnologici, incidono più di quanto possa immaginarsi. La realtà lo dimostra e spesso creano effetti cumulativi generalizzati. Non siamo in centro storico, ma questa antenna ha dimensioni e forma esagerate”.

Dal Comune è arrivata la precisazione che le norme in materia sono nazionali e derivano dal Codice delle Comunicazioni elettroniche. E una volta presentate le pratiche dai richiedenti al Suap e acquisisti i pareri, se ci sono i requisiti di legge la Direzione Ambiente rilascia l’autorizzazione.

Il duro attacco alla Soprintendenza della sindaca Sara Funaro

Ma a destare clamore sono state le dichiarazioni particolarmente dure nei confronti della Soprintendente Ranaldi del sindaco di Firenze Sara Funaro: parole che sono arrivate nel pomeriggio di giovedì 23 aprile, dopo che il caso era montato rimbalzando su social e media:

“La Soprintendente si domanda se si tratti di uno scherzo. La domanda, a questo punto, la pongo io: le chiedo se stia scherzando lei. Come la Soprintendente sa benissimo, le richieste, oltre ad arrivare ad ARPAT e alla Commissione Paesaggistica, seguono un iter ben definito dalle norme. Norme che la stessa Soprintendente conosce bene, anche in virtù dell’ente che rappresenta. È infatti necessario attendere 60 giorni per l’espressione del parere della Soprintendenza; trascorso questo tempo, vale il principio del silenzio-assenso. E il silenzio-assenso non significa che la Soprintendenza non si sia espressa, ma che nel tempo assegnato non ha ritenuto di esprimere un diverso parere rispetto a quello sottoposto al suo esame insieme al progetto. Quando si rappresentano istituzioni così importanti e strategiche, a maggior ragione in una città come Firenze, non si rappresenta sé stessi, ma bisogna assumersi la responsabilità dell’ente che si rappresenta. La prima attenzione che la nostra città merita è quella di avere rappresentanti istituzionali attenti, che governano i processi, prendono decisioni chiare e se ne assumono la responsabilità. E questo vale per la situazione contingente come per tutte le altre situazioni.”

Il caso ha riacceso il dibattito sulla tutela del panorama urbano fiorentino: mentre alcuni cittadini sembrano ormai abituati a questi cambiamenti, non mancano critiche politiche e istituzionali, che mettono in discussione il bilanciamento tra sviluppo tecnologico e conservazione del patrimonio storico.