Accusati di estorsione mafiosa

Sesto Fiorentino, scacco al racket: arrestati quattro cittadini cinesi

Tre degli indagati sono finiti in carcere, uno ai domiciliari

Sesto Fiorentino, scacco al racket: arrestati quattro cittadini cinesi

Un’ombra di violenza e omertà nel cuore del distretto industriale di Sesto Fiorentino.

La Polizia e i Carabinieri hanno smantellato un gruppo criminale dedito all’estorsione e ai raid punitivi ai danni di un’imprenditrice cinese.

Minacce col machete, auto date alle fiamme e una richiesta folle: quasi tre milioni di euro per evitare il rogo dell’attività. Il servizio.


Un incubo durato quasi due anni, fatto di violenza sistematica e pressione psicologica.

Le indagini della D.D.A. di Firenze e della Squadra Mobile si sono chiuse all’alba di ieri con l’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di cittadini cinesi, accusati di tentata estorsione e incendio aggravati dal metodo mafioso.

​Tutto ha inizio nell’agosto del 2024, quando un commando armato di machete e picconi irrompe nella sede della “Alex Group” a Sesto Fiorentino, seminando il panico e distruggendo i locali.

È solo il primo atto di una strategia del terrore orchestrata da un uomo di 39 anni, indicato come il mandante.

L’obiettivo: ottenere il controllo di un capannone industriale e piegare l’imprenditrice a richieste estorsive sempre più pesanti.

​Nel maggio 2025, l’escalation: un furgone aziendale viene dato alle fiamme, coinvolgendo altre auto vicine. Poi, a giugno, nuovi danneggiamenti con vernice rossa e pietre.

Un clima di assoggettamento talmente forte da rendere quasi impossibile raccogliere testimonianze all’interno della comunità cinese.

​La svolta arriva con l’ultima, disperata richiesta: 2 milioni e 800 mila euro per evitare l’incendio totale del capannone.

La denuncia della vittima e l’analisi dei sistemi di videosorveglianza hanno permesso agli inquirenti di identificare gli esecutori materiali e il mandante.

Tre degli indagati sono finiti in carcere, uno ai domiciliari. Per tutti, l’accusa è di aver agito per instaurare un clima di perdurante soggezione, tipico delle organizzazioni criminali organizzate.