Davanti al giudice del lavoro

Siena, licenziato per il test del carrello: il 29 dicembre la prima udienza

Organizzato un presidio: dopo aver rifiutato il reintegro in cambio di una sospensione, il sindacato torna in strada

Siena, licenziato per il test del carrello: il 29 dicembre la prima udienza

La vertenza Pam-Panorama approda in tribunale subito dopo Natale. Dopo settimane di tensione, lunedì 29 dicembre la vicenda di Fabio Giomi, cassiere licenziato per non aver rilevato merce nascosta durante il “test del carrello” in un supermercato di Siena, sarà discussa davanti al giudice del lavoro.

All’esterno del tribunale dove si terrà l’udienza sarà inscenato un presidio organizzato dalla per quel giorno per “sostenere la gravità delle pratiche aziendali e appoggiare tutti i lavoratori coinvolti”.

I tavoli di confronto

La vicenda è iniziata a novembre, quando il licenziamento di Giomi, che lavorava nello store di Porta Siena, ha fatto salire l’attenzione dei sindacati. Dopo pochi giorni, altri due licenziamenti dovuti ad altrettanti test interni sono stati segnalati in altri punti vendita, mentre in ulteriori sedi si sono registrati provvedimenti disciplinari comunque. Per provare a mediare la situazione, sono stati convocati due incontri in prefettura a Siena: il primo il 9 dicembre e il secondo l’11 dicembre, alla presenza dei vertici di Pam Panorama, dei segretari della Filcams Cgil Siena e del prefetto Valerio Massimo Romeo.

La proposta rifiutata

L’azienda ha avanzato la proposta – defintita di natura conservativa – di trasformare il licenziamento di Giomi in una sospensione disciplinare di dieci giorni, ma la Filcams Cgil l’ha respinta sostenendo che tale misura non affronta il nodo sostanziale della vicenda, ossia l’illegittimità del test utilizzato, e che quindi non restituirebbe dignità al lavoratore.

Si va dunque davanti al giudice: l’udienza del 29 dicembre rappresenta il primo momento processuale in cui verrà esaminata la legittimità del licenziamento e delle procedure adottate dall’azienda.