Dai Carabinieri

Smaltimento di rifiuti pericolosi: scoperto e sequestrato ad Arezzo un impianto abusivo

Venivano recuperati per la successiva vendita materiali "nobilie" come rame, ferro, ottone e altre leghe

Smaltimento di rifiuti pericolosi: scoperto e sequestrato ad Arezzo un impianto abusivo

Un impianto abusivo per il trattamento di rifiuti speciali, anche pericolosi, è stato sequestrato dai carabinieri (foto di copertina d’archivio) al termine di un’articolata indagine coordinata dalla Procura di Arezzo. L’inchiesta ha portato alla luce un’attività imprenditoriale operante in modo completamente ”sommerso”, dedita alla raccolta, al trattamento e allo smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi.

L’azienda capofila

In particolare, l’impianto recuperava per la successiva vendita materiali  come rame, ferro, ottone e altre leghe – generando un ingiusto profitto e alterando il mercato a discapito delle aziende che operano nel rispetto delle norme ambientali. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di risalire a un’impresa considerata una vera e propria ”capofila’ Secondo gli accertamenti, la ditta operava in assenza dell’autorizzazione alla messa in esercizio del ciclo produttivo, mai rilasciata dalla Regione Toscana. L’impianto risultava privo delle misure minime e obbligatorie per limitare l’impatto ambientale delle lavorazioni su aria, suolo e acque superficiali, con potenziali rischi per la salute pubblica.

Le altre ditte coinvolte

L’inchiesta ha inoltre coinvolto, seppur indirettamente, alcune ditte di autodemolizione operanti tra Valtiberina e Valdichiana, sulle quali sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi. Il sequestro, si spiega, rappresenta un nuovo intervento a tutela dell’ambiente e della legalità economica in un settore particolarmente esposto a fenomeni di abusivismo e concorrenza sleale.