Panico alla cassa

Taccheggio con fuga al supermercato, pomeriggio di violenza in via Cimabue

Per non pagare degli alcolici, un uomo ha spinto un vigilante e ferito una dipendente dell'esercizio commerciale

Taccheggio con fuga al supermercato, pomeriggio di violenza in via Cimabue
Pomeriggio di violenza – quello di lunedì 13 Aprile – in un supermercato di via Cimabue, dove un tentativo di taccheggio è degenerato in una vera e propria aggressione ai danni del personale di servizio. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Firenze hanno tratto in arresto un cittadino tunisino di 57 anni, senza fissa dimora, con l’accusa di aver trasformato un furto in rapina impropria pur di assicurarsi la fuga.
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma attraverso le testimonianze raccolte sul posto, l’uomo si sarebbe introdotto nell’esercizio commerciale dirigendosi con decisione verso il reparto alcolici. Qui avrebbe prelevato due bottiglie, avendo cura di rimuovere i dispositivi antitaccheggio prima di occultarle sotto i propri indumenti. Il piano è scattato nel momento in cui il 57enne ha oltrepassato le casse senza pagare, venendo però prontamente intercettato dall’addetto alla vigilanza.
A quel punto, la situazione è precipitata: l’uomo ha reagito con estrema violenza, spingendo con forza il vigilante nel tentativo di scappare. Nella concitazione del momento, una dipendente intervenuta in soccorso del collega è stata travolta dall’aggressore, finendo a terra contro una struttura metallica. La donna è stata successivamente trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale “Santa Maria Nuova”, dove i medici le hanno riscontrato lesioni guaribili con una prognosi di sette giorni.
L’intervento tempestivo dei Carabinieri ha permesso di bloccare il soggetto e condurlo in caserma per le formalità di rito. Dopo aver trascorso la notte in camera di sicurezza, l’uomo è comparso la mattina del 10 aprile davanti all’Autorità Giudiziaria per il rito direttissimo. Il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti del 57enne la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza.