Ribaltata la sentenza di primo grado

Torture a Sollicciano, nove condanne nel processo d’appello

I fatti riguardano due distinti episodi, avvenuti nel 2018 e nel 2020

Torture a Sollicciano, nove condanne nel processo d’appello

L’inchiesta esplose nel gennaio 2020, quando furono arrestati l’ispettrice, un agente e un assistente capo coordinatore. Scattarono le misure interdittive per altri sei. Ora il processo d’appello ha stabilito che  Ci fu tortura nel carcere fiorentino di Sollicciano. 

Nove condanne

Il rito, in abbreviato, ha condannato l’ispettrice della penitenziaria Elena Viligiardi a 5 anni e 4 mesi di reclusione e a pene comprese tra 3 anni e 4 mesi e 4 anni e 4 mesi gli altri otto agenti di polizia accusati a vario titolo, di tortura, calunnia e falso.

Accolta dunque la tesi del procuratore generale che nella sua requisitoria aveva sollecitato, in relazione al pestaggio di un detenuto marocchino, la condanna per tortura: “Fu sottoposto a un trattamento inumano e degradante”. 

Due gli episodi contestati

Al centro del procedimento due presunte e distinte aggressioni ai danni di un detenuto marocchino e di un recluso italiano, nel 2018 e nel 2020, avvenute anche nell’ufficio della ispettrice capo, a seguito di contrasti maturati con gli agenti della penitenziaria.

Il ribaltamento della prima sentenza

I giudici hanno ribaltato la sentenza di primo grado, che aveva riqualificato il reato di tortura contestato dalla pm Christine von Borries in lesioni e aveva assolto dall’accusa di falso e calunnia. In primo grado l’ispettrice della penitenziaria era stata condannata a 3 anni e 6 mesi di carcere.