Buone notizie dall’ultimo rapporto “Welfare e salute in Toscana”. Mettendo in fila tutti i principali indicatori di salute, l’agenzia regionale per la sanità evidenzia che in Toscana si vive bene e a lungo e la probabilità di morire per le patologie più diffuse e infauste è tornata a diminuire negli ultimi anni, dopo la pandemia.
L’aspettativa di vita
L’aspettativa di vita alla nascita ha raggiunto in Toscana 84 anni ed è tornata sopra il livello pre-Covid: 82,2 anni per gli uomini (contro 81,4 di media nazionale) e 86,1 per le donne (contro 85,5). L’indice di mortalità, indipendentemente dalla causa e standardizzato per età, è di 768 decessi per centomila abitanti, contro la media italiana di 801. Meglio della Toscana – ma è una questione di decimi – fanno solo Veneto (a pari merito per i maschi), Emilia-Romagna e Trentino Alto Adige. In termini assoluti, in Toscana gli ultrasessantacinquenni sono più di una quarto della popolazione (il 26,7 per cento di circa tre milioni e 600 mila abitanti) ma il saldo naturale negativo è compensato dal differenziale, positivo, tra immigrati ed emigrati.
Giani: “Merito anche della prevenzione”
La riduzione delle morti per malattie del sistema circolatorio è più marcata in Toscana (-59%) rispetto all’Italia (-53%), e anche per i tumori il calo è più consistente (-28% contro -24%). “Merito anche della prevenzione, della qualità delle cure offerte dal sistema sanitario regionale e dei salutari stili di vita dei suoi abitanti”, esulta il Governatore Eugenio Giani che rimarca anche come sulle cure oncologiche e sulla cardiologia, su una serie di elementi, la Toscana primeggi in Italia.