La pianta costtata la vita al piccolo Leo Ricci non c’è più. Come riporta lanazione.it, gli operai incaricati di riordinare l’area verde intorno all’asilo di Soci lo hanno abbattuto nell’ambito di lavori che devono mettere in sicurezza l’area esterna della scuola che, a sei mesi dalla tragedia, resta sotto sequestro.
Le richieste di riaprire la scuola
L’amministrazione del comune aretino ha disposto gli interventi proprio nella prospettiva di riaprire il plesso ai bambini (una sessantina) che in tutto questo tempo sono rimasti a casa, con i genitori che sono anche scesi in piazza per sollecitare la riapertura del nido. Nei giorni in cui gli operai lo hanno tagliato in tanti si sono fermate a osservare davanti al cancello della scuola: qualcuno ha chiesto informazioni, tutti hanno ricordato con sofferenza il piccolo Leo e hanno rivolto un pensiero ai genitori e al fratellino.
La ricostruzione di quel maledetto giorno
Leo, due anni, la mattina del 12 novembre dello scorso anno giocava insieme agli altri bambini, prima di rientrare nella sala dell’asilo per il pranzo. Giocava intorno all’alberello didattico, ma il cappuccio del suo giubbotto lo ha tradito trasformandosi in un cappio che non gli ha dato scampo. Da quel giorno sono scattate le indagini dei carabinieri coordinate dalla procura: cinque maestre sono sotto inchiesta per omicidio colposo.
Attesa per l’esito di accertamento e autopsia
Gli accertamenti che hanno impegnato per lungo tempo medici legali, consulenti e investigatori, intanto si avviano alla conclusione. A giorni sono attesi gli esiti dell’autopsia e la relazione dei Ris di Roma dopo il sopralluogo nell’asilo con l’ausilio di sofisticati strumenti tecnologici che hanno permesso di mappare ogni centimetro quadrato dell’edificio, ricostruito in 3 D la scena della tragedia e fissato dove si trovavano le insegnanti indagate in quel momento.
L’ultimo sopralluogo
Alla fine di marzo c’era stato un nuovo sopralluogo, con il professor Mario Gabbrielli – che si trova a capo del pool di medici legali che hanno eseguito l’autopsia – e alcuni consulenti di parte che avevano hanno voluto analizzare in loco la conformazione le caratteristiche collegate alla metodologia didattica della pianta che ora, appunto, è stata abbattuta.