C’è anche un presunto abuso sessuale nella lista di reati per i quali si dovrà difendere Emiliano Milza, lo chef fiorentino di 50 anni arrestato insieme all’amica Simona Hirsch: entrambi sono accusati di essere l’uno la mente, l’altra l’esecutrice materiale dell’omicidio di Franka Ludwig, 52 anni, compagna da cui Milza aveva avuto anche un figlio attraverso la fecondazione assistita.
Secondo le indagini la vittima sarebbe stata oggetto di una lunga e diabolica manipolazione studiata dal compagno per impossessarsi dei soldi dell’assicurazione che le aveva fatto stipulare per tutelare il figlio in caso di morte; l’epilogo nel luglio scorso, quando la donna è stata narcotizzata, uccisa con una pietra e abbandonata in una strada sterrata a San Godenzo: l’intento era quello di far passare un omicidio premeditato per un incidente stradale.
Ma c’è un altro inquietante episodio rimasto nell’ombra perché mai denunciato, e che è riemerso quando la notizia del fermo dello chef ha iniziato a circolare; gli investigatori ora potrebbero voler approfondire anche un presunto abuso sessuale che si sarebbe consumato anni fa in un ristorante in cui l’uomo aveva prestato servizio.
Ancora da capire se la presunta vittima sia stata rintracciata, ma gli accertamenti sono solo all’inizio e mirano a raccogliere informazioni anche dai lavoratori del locale. Secondo alcune ricostruzioni, la donna sarebbe stata narcotizzata insieme al compagno per poi subire un abuso sessuale.
Il primo a chiedere spiegazioni e a lanciare i primi sospetti sarebbe stato il compagno, al risveglio; le due presunte vittime però, non avendo in mano prove o certezze, avrebbero scelto di non rivolgersi alle forze di polizia. I carabinieri del reparto operativo vogliono ora ricostruire la vicenda pur con le difficoltà legate alla distanza di tempo: si cercanoanche possibili collegamenti con il lungo soggiorno all’estero che lo chef avrebbe fatto nelle settimane successive.
Per ora si tratta solo di ipotesi, ma dato il quadro emerso con la morte di Franka Ludwig, vittima fragile attirata in una relazione a distanza e convinta a versare centinaia di migliaia di euro e infine ad avere un figlio con la fecondazione eterologa, un tale scenario non sorprenderebbe.
Ma non è finita perché proseguono gli accertamenti anche sul misterioso decesso della badante della madre di emiliano Milza, una cittadina peruviana morta ad appena 40 anni, nel novembre 2024, tra l’altro poco dopo aver siglato una polizza vita su indicazione dell’arrestato (che figurava come beneficiario). Dopo il decesso, avvenuto nell’abitazione dello stesso Milza sulle colline sopra Firenze, lo chef avrebbe tempestato di telefonate la compagnia per chiedere di incassare subito la somma. Insomma, un quadro inquietante che ancora ha molti elementi da chiarire.