L'icona del cinema oggi 90enne

Ursula Andress, l’indagine sui 20 milioni di euro spariti approda in Toscana

Sigilli a un complesso immobiliare di lusso a San Casciano in Val di Pesa (Firenze)

Ursula Andress, l’indagine sui 20 milioni di euro spariti approda in Toscana

Individuato e sequestrato un patrimonio milionario sottratto all’attrice svizzera Ursula Andress, l’icona del cinema – ormai 90 enne, nota soprattutto per essere stata la prima Bond Girl nel film “Agente 007 – Licenza di uccidere” del 1962.

Il sequestro

In particolare, la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Firenze, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha disposto il sequestro preventivo di beni immobili, opere d’arte e conti correnti per un valore di circa 20 milioni di euro. Secondo l’accusa, questi asset derivano dalla gestione illecita del patrimonio dell’attrice, che nell’inchiesta figura come parte offesa.

Tutto parte dalla Svizzera

L’attrcie aveva denunciato la progressiva erosione delle sue finanze affidate a gestori fiduciari in Svizzera e proprio le autorità elvetiche hanno smascherato operazioni volte a eludere la tracciabilità del denaro, ricostruendo un flusso di 18 milioni di franchi svizzeri reinvestiti in società estere, immobili e opere d’arte di valore.

Il coinvolgimento toscano

Il coinvolgimento italiano emerge con collegamenti nella provincia di Firenze. A San Casciano Val di Pesa sono stati individuati 11 immobili, 14 terreni, opere d’arte e liquidità, tutti considerati proventi del riciclaggio.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze ha accolto la richiesta della Procura, ordinando il sequestro dei 18 milioni di franchi svizzeri, pari all’intero profitto illecito stimato.

La figura dell’ammnistratore…

Al centro delle accuse c’è Eric Freymond, ex gestore patrimoniale di Ginevra: le indagini lo indicano autore di investimenti in titoli di scarso valore e operazioni opache, con fondi deviati anche per acquisti di opere d’arte intestate alla moglie.

… poi trovato morto

Lo scorso luglio, l’uomo avrebbe parzialmente ammesso gli illeciti, ma due settimane dopo è stato trovato morto: l’ipotesi prevalente è che si tratti di un suicidio. Nonostante la scomparsa del principale indagato, la procura svizzera ha proseguito le verifiche e l’entourage di Ursula Andress ha conferma la volontà di identificare ulteriori complici proseguendo  la battaglia legale.