Violenza sessuale su una 13enne: condanna annullata
Un 49enne era stato condannato, con rito abbreviato, dal tribunale di Livorno. Ora la nuova svolta

Per aver violentato una ragazzina di 13 anni in un villaggio vacanze, l’animatore turistico era stato condannato, con rito abbreviato, dal tribunale di Livorno a 5 anni di reclusione e a versare una provvisionale di 70 mila euro a favore della piccola e dei genitori.
A otto anni dalla denuncia, la Corte d’appello di Firenze ha annullato la sentenza, emessa nel 2023, "per violazione del diritto di difesa dell’imputato".
I giudici hanno rinviato gli atti alla Procura di Livorno che dovrà riprendere le fila dell’inchiesta a carico dell’animatore turistico, 49 anni di origine calabrese.
Nel corso del processo di primo grado, spiega la Corte nella motivazione, è stata modificata l’accusa: "Si è passati dall’imputazione di atti sessuali con minore di 14 anni, reato che prescinde dal consenso della persona offesa, alla contestazione di violenza sessuale ai danni di minore di anni 13".
La "contestazione a sorpresa di un fatto nuovo" è maturata dopo l’audizione di due testimoni. Ma "in assenza di consenso dell’imputato" — si legge nella motivazione — è stato "inevitabilmente compresso il diritto di difesa dell’imputato".
Uno "stravolgimento radicale" — ritiene la Corte — che "neppure con l’esercizio dell’impugnazione" può sanare.
Tutto è avvenuto, nell’estate 2017, in un villaggio turistico in Maremma, dove la ragazzina era arrivata in vacanza con i genitori. L’animatore, secondo quanto ricostruito, l’aveva corteggiata, spacciandosi per un tedesco di 25 anni.
Così l’avrebbe attirata nello spogliatoio di una sala da ballo e lì sarebbe scattata la violenza. Nei giorni successivi, l’animatore avrebbe continuato ad abusare della ragazza, costringendola con minacce o inducendola con blandizie, ripetendole "io sono grande e tu devi sottometterti". Infine, le avrebbe intimato di tacere con tutti.
Solo al ritorno a casa, nel fiorentino, la tredicenne ha deciso di confidarsi con la madre e l’insegnante. Ed è partita la denuncia.