
Era la musa del suo Sergio, tanto che accanto all’alter ego Bobo, c’era sempre anche la sua Bibi. Bruna Pinasco, moglie di Sergio Staino, se né andata all’età di 74anni a causa di una malattia incurabile. A darne notizia è il Comune di Scandicci, insieme alla famiglia. ‘Bibi’, come la chiamava il marito nelle sue celebri vignette, era la figura femminile che ha accompagnato la vena artistica di Staino, scomparso anche lui nel 2023. La camera ardente sarà allestita domani mercoledì 26 novembre dalle 13 alle 20 al Castello dell’Acciaiolo. La sindaca Sereni: “Voglio esprimere il dolore mio e di tutta la comunità di Scandicci per la perdita di una donna speciale. Bruna Pinasco, con la sua presenza sempre discreta ma fondamentale, sapeva essere al centro delle relazioni insieme a Sergio Staino”

“Voglio esprimere il dolore mio e di tutta la comunità di Scandicci per la perdita di una donna speciale. Bruna Pinasco, con la sua presenza sempre discreta ma fondamentale, sapeva essere al centro delle relazioni insieme a Sergio – afferma la Sindaca Sereni – Aveva una straordinaria capacità di tenere insieme cose e persone, dall’attività di Sergio a quell’incredibile rete di amicizie che nella storia di questa coppia straordinaria ha saputo fare la differenza. ‘Bibi’ occupava un posto unico ed essenziale nelle vignette di Sergio, che non ha mai nascosto il grande amore per questa donna eccezionale, portatrice anche di un’altra cultura – quella peruviana – che arricchiva il modo in cui sapeva vivere e tenere unita la famiglia. La sua scomparsa ci lascia un dolore profondo e una responsabilità ancora più grande nel custodire la memoria di due figure inscindibili. A soli due anni dalla morte di Sergio, oggi salutiamo anche lei. Farò di tutto affinché la sua figura possa essere valorizzata, perché la sua storia non è mai stata raccontata pubblicamente, anche per dare dignità al ruolo delle donne nella vita culturale del nostro Paese. Porteremo avanti gli impegni presi anche insieme alla Regione e alle altre istituzioni per valorizzare l’eredità culturale e artistica che questa grande coppia di ‘scandiccesi’ ci ha lasciato”.