Il 5 febbraio 2026 segna una data significativa per la città di Arezzo, con l’inaugurazione del progetto artistico di restyling del Corridoio di San Donato. L’iniziativa, denominata “Dalla polvere alla luce: storia di un miracolo”, rappresenta un importante intervento di riqualificazione urbana dedicato alla storia della Madonna del Conforto. Questo progetto è stato curato dall’Associazione Culturale La Staffetta Ets, trasformando un passaggio storico in un’opera d’arte che celebra la memoria e la partecipazione. Il corridoio, che collegava in passato Palazzo Vescovile e la cattedrale, e ora è un accesso strategico alla città alta, rinasce grazie a un lavoro di squadra che ha coinvolto diversi attori della comunità aretina.
Il cuore pulsante del progetto è il ciclo pittorico, sviluppato su una superficie di circa 40 metri quadrati. Questo intervento artistico è il frutto di un anno di lavoro, durante il quale l’Associazione Culturale La Staffetta Ets ha coordinato un gruppo eterogeneo di partecipanti. Tra questi, gli studenti di tre istituti superiori aretini – l’Istituto Tecnico Professionale “Margaritone”, l’Istituto Tecnico Industriale Statale “Galileo Galilei” e il Liceo Artistico-Coreutico-
L’evento inaugurale prevede anche un momento culturale di grande valore. Alle ore 17:00, nella Cappella della Madonna del Conforto, gli studenti del Liceo Classico Musicale “F. Petrarca” offriranno un concerto, suggellando simbolicamente la conclusione del progetto. L’iniziativa “Dalla polvere alla luce: storia di un miracolo” si inserisce in un più ampio percorso di riqualificazione urbana, denominato I Muri Raccontano, e rende omaggio all’imprenditore aretino Paolo Veraldi. Il progetto è stato curato dalla Soprintendenza di competenza e ha ricevuto il patrocinio del Comune di Arezzo, della Curia Vescovile, della Diocesi di Arezzo, della Fondazione Arezzo Intour e del Club per l’Unesco di Arezzo, che ha riconosciuto il valore del ciclo pittorico. Ciò che rende questo progetto ancora più speciale è l’uso di tecniche artigianali antiche, come l’applicazione della foglia oro a guazzo, che arricchisce l’intero ciclo pittorico. La calligrafia, realizzata interamente a mano dalla calligrafa Adele Boriosi in stile onciale, utilizzato storicamente nei testi sacri, aggiunge un tocco di autenticità e preziosità. Il contributo degli sponsor, tra cui Banca di Anghiari e Stia, Chimet, Estra, Sandy, SemAR e Verespresso, insieme ai partner tecnici quali Confcommercio Firenze-Arezzo, Atam, Tintoretto, Rotary Club Arezzo e PM Allarmi, è stato fondamentale per la realizzazione del progetto.
Il progetto “Dalla polvere alla luce” si presenta come un simbolo di rinascita e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di Arezzo. L’intervento non solo abbellisce un importante passaggio storico, ma racconta anche una storia di fede e di comunità, coinvolgendo attivamente i giovani e promuovendo valori di scambio e cooperazione. L’opera è un esempio concreto di come l’arte, la memoria e la partecipazione possano contribuire a trasformare gli spazi urbani, creando luoghi di interesse e di bellezza per i cittadini e i visitatori che approderanno in quella che fu la città di Guido Monaco.