ARTE E STORIA

Dalla polvere alla luce: il rinascimento del Corridoio di San Donato ad Arezzo

Un progetto di restyling artistico che celebra la storia della Madonna del Conforto

Dalla polvere alla luce: il rinascimento del Corridoio di San Donato ad Arezzo

Il 5 febbraio 2026 segna una data significativa per la città di Arezzo, con l’inaugurazione del progetto artistico di restyling del Corridoio di San Donato. L’iniziativa, denominata “Dalla polvere alla luce: storia di un miracolo”, rappresenta un importante intervento di riqualificazione urbana dedicato alla storia della Madonna del Conforto. Questo progetto è stato curato dall’Associazione Culturale La Staffetta Ets, trasformando un passaggio storico in un’opera d’arte che celebra la memoria e la partecipazione. Il corridoio, che collegava in passato Palazzo Vescovile e la cattedrale, e ora è un accesso strategico alla città alta, rinasce grazie a un lavoro di squadra che ha coinvolto diversi attori della comunità aretina.

Il cuore pulsante del progetto è il ciclo pittorico, sviluppato su una superficie di circa 40 metri quadrati. Questo intervento artistico è il frutto di un anno di lavoro, durante il quale l’Associazione Culturale La Staffetta Ets ha coordinato un gruppo eterogeneo di partecipanti. Tra questi, gli studenti di tre istituti superiori aretini – l’Istituto Tecnico Professionale “Margaritone”, l’Istituto Tecnico Industriale Statale “Galileo Galilei” e il Liceo Artistico-Coreutico-Scientifico Internazionale “Piero Della Francesca” – hanno giocato un ruolo chiave. A questi si è aggiunta una studentessa tedesca del progetto Erasmus di Open Com, testimoniando l’apertura e la dimensione europea dell’iniziativa. L’inaugurazione, prevista per le 16:30, si terrà davanti all’ingresso del corridoio in piazza del Duomo, con la presenza di importanti figure istituzionali e religiose. Tra i partecipanti figurano il Vescovo della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro Mons. Andrea Migliavacca, il parroco della Cattedrale di Arezzo Don Alvaro Bardelli, il vicesindaco di Arezzo Lucia Tanti, l’ideatrice dell’opera Laura Ghezzi, la coordinatrice dei lavori per l’Associazione Culturale La Staffetta Ets Laura Folli, la calligrafa senese Adele Boriosi, l’architetto e Tecnico del progetto Roberto Felici, il direttore della Fondazione Arezzo Intour Rodolfo Ademollo e il direttore aggiunto di Confcommercio Firenze-Arezzo Catiuscia Fei.

L’evento inaugurale prevede anche un momento culturale di grande valore. Alle ore 17:00, nella Cappella della Madonna del Conforto, gli studenti del Liceo Classico Musicale “F. Petrarca” offriranno un concerto, suggellando simbolicamente la conclusione del progetto. L’iniziativa “Dalla polvere alla luce: storia di un miracolo” si inserisce in un più ampio percorso di riqualificazione urbana, denominato I Muri Raccontano, e rende omaggio all’imprenditore aretino Paolo Veraldi. Il progetto è stato curato dalla Soprintendenza di competenza e ha ricevuto il patrocinio del Comune di Arezzo, della Curia Vescovile, della Diocesi di Arezzo, della Fondazione Arezzo Intour e del Club per l’Unesco di Arezzo, che ha riconosciuto il valore del ciclo pittorico. Ciò che rende questo progetto ancora più speciale è l’uso di tecniche artigianali antiche, come l’applicazione della foglia oro a guazzo, che arricchisce l’intero ciclo pittorico. La calligrafia, realizzata interamente a mano dalla calligrafa Adele Boriosi in stile onciale, utilizzato storicamente nei testi sacri, aggiunge un tocco di autenticità e preziosità. Il contributo degli sponsor, tra cui Banca di Anghiari e Stia, Chimet, Estra, Sandy, SemAR e Verespresso, insieme ai partner tecnici quali Confcommercio Firenze-Arezzo, Atam, Tintoretto, Rotary Club Arezzo e PM Allarmi, è stato fondamentale per la realizzazione del progetto.

Il progetto “Dalla polvere alla luce” si presenta come un simbolo di rinascita e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di Arezzo. L’intervento non solo abbellisce un importante passaggio storico, ma racconta anche una storia di fede e di comunità, coinvolgendo attivamente i giovani e promuovendo valori di scambio e cooperazione. L’opera è un esempio concreto di come l’arte, la memoria e la partecipazione possano contribuire a trasformare gli spazi urbani, creando luoghi di interesse e di bellezza per i cittadini e i visitatori che approderanno in quella che fu la città di Guido Monaco.