Dal 25 al 31 marzo 2025 nella Sala Mehta del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, va in scena La DANZA DELLE MASCHERE con tre recite riservate alle scuole (25-26-31 marzo ore 10.30) e tre recite aperte al pubblico (venerdì 27 marzo ore 20.00, sabato 28 marzo ore 17.00 e domenica 29 marzo ore 15.30).
Lo spettacolo è il momento conclusivo del Progetto All’Opera… Le scuole al Maggio!, giunto alla XIX edizione, e quest’anno coinvolgerà in palcoscenico 400 bambini delle scuole primarie di Firenze in veste di attori e coro di voci bianche e alcuni studenti che hanno attivato percorsi di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento), tutti in scena a fianco di artisti professionisti. Alcuni studenti in PCTO hanno invece collaborato alla realizzazione dell’attrezzeria e dei costumi di scena.
Un lavoro di formazione e preparazione intenso che di anno in anno è sempre più apprezzato e richiesto dalle scuole del territorio e non solo.
In platea, infatti, per le recite riservate alle scuole (sold-out), saranno presenti 2.700 studenti provenienti da 35 istituti scolastici delle province di Firenze, Arezzo, Siena, Pisa, Lucca, Perugia che parteciperanno “attivamente” cantando dalla platea un brano dello spettacolo, dopo aver seguito un percorso di formazione ad hoc a cura di Venti Lucenti.
Il progetto All’Opera… Le scuole al Maggio!, infatti, si articola in due percorsi; quello PRINCIPALE, riservato alle scuole primarie e secondarie di I grado del Comune di Firenze, prevede una serie di incontri a scuola e in teatro, a cura degli operatori e dei formatori di Venti Lucenti, che guidano gli studenti e gli insegnanti alla scoperta dell’opera scelta, dei brani corali da cantare e li preparano alla messa in scena dello spettacolo nel quale saranno protagonisti in palcoscenico.
Parallelamente per le classi che vogliono assistere allo spettacolo dalla platea è previsto un percorso ALTERNATIVO: gli studenti oltre ad assistere allo spettacolo ricevono una formazione specifica a cura di Venti Lucenti per cantare dalla platea durante alcuni momenti della messa in scena.
All’Opera… Le scuole Al Maggio! è un progetto di Fondazione CR Firenze, ideato e realizzato da Venti Lucenti in collaborazione la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e con l’Assessorato Educazione, Formazione Professionale, Cultura della Memoria e della Legalità, Pari Opportunità del Comune di Firenze (Le Chiavi della Città). Dal 2006 ha portato in scena 18 riduzioni d’opera originali, con 84 alzate di sipario, 11.000 studenti in palcoscenico, 31.000 studenti che hanno cantato dalla platea, 4.800 insegnanti, 400 studenti in PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento).
Lo spettacolo LA DANZA DELLE MASCHERE ha la regia, la scrittura scenica e i costumi di Manu Lalli; le elaborazioni musicali da Giuseppe Verdi e i brani originali di Luca Giovanni Logi. A suonare dal vivo l’Ensemble orchestrale dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Pietro Mazzetti. Le scene sono di Daniele Leone realizzate dal Laboratorio scenico del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Disegno Luci è Giuseppe Filipponio. I movimenti mimici sono di Chiara Casalbuoni che sarà anche in scena come attrice (Paggio/Ulrica)insieme a Francesco Grifoni (Connestabile/Yan Su Ka), Stefano Mascalchi e Leonardo Pesucci (Congiurati). A cantare i solisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino: Davide Battiniello (Riccardo), Suji Kwon (Amelia) e Janusz Nosek (Renato).
In veste di piccoli attori e di coro di voci bianche gli studenti delle scuole primarie di Firenze degli Istituti Mameli, La Pira, Vamba e Villani che sono stati formati per la parte vocale dalla maestra di coro Anastasiya Byshlyaha. In palcoscenico gli attori/animatori Viola Picchi Marchi, Marta Fornari, Elèna Di Pasquale, Arianna Poggi, Andrea Scimeca, Jacopo Salvetti, Filippo Falai, Luca Zamperoni, Corinna Martinoli, Marco Burberi, Lorenzo Bartolini.
Sul palcoscenico anche 12 studenti in PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) del Liceo Classico Michelangiolo e dell’IIS Alberti-Dante di Firenze.
Con l’idea di favorire la partecipazione al lavoro di backstage e preparazione della produzione anche quest’anno sono stati coinvolti altri 24 studenti dell’IIS Alberti-Dante di Firenze per la realizzazione dell’attrezzeria (a cura dei reparti attrezzeria di Venti Lucenti e del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino) e di una studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Firenze per la realizzazione dei costumi (a cura di dei reparti sartoria di Venti Lucenti e del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino).
“Nonostante i suoi 20 anni di attività, il Progetto ‘All’Opera… Le scuole al Maggio!’ continua ad avere una partecipazione costante e sentita – afferma Maria Oliva Scaramuzzi, Vice Presidente di Fondazione CR Firenze – .
Il suo grande merito è quello di coinvolgere con entusiasmo generazioni di bambini e bambine, avvicinandoli alla bellezza del teatro e dell’opera lirica. È proprio questa la forza di un’iniziativa che abbiamo l’onore di promuovere insieme a Venti Lucenti.
Ogni volta vedere il teatro riempirsi di ragazze e ragazzi trasmette un’emozione speciale, che con un effetto moltiplicatore arrivare alle famiglie, agli amici e ad un pubblico sempre più ampio”.
Dichiara Manu Lalli, Direttore artistico e regista di Venti Lucenti: “Il Progetto “All’Opera” da 19 anni coinvolge i bambini delle scuole fiorentine nell’esperienza del ‘fare l’opera’, parteciparla, viverla, crearla insieme ai professionisti della Compagnia Venti Lucenti e a quelli del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
Un progetto che Fondazione CR Firenze, il Comune di Firenze e il Maggio Musicale Fiorentino supportano da tempo e che è diventato negli anni uno dei progetti di didattica musicale più importanti del panorama nazionale. In un momento storico di così tale complessità, come quello presente, il privilegio di frequentare il teatro assieme ai bambini rinnova la speranza e l’auspicio che l’educazione, la partecipazione, la musica e l’arte si facciano rinnovati portatori di empatia, di poesia e di pace.
In questa edizione portiamo in scena una riduzione originale da “Un Ballo in Maschera” di Verdi. Come di consueto il progetto non ha intenzione di far partecipare ‘ bambini “solo” alla messa in scena di un’opera, quindi studiare i brani musicali, interpretarli, imparare la relazione con altri e la comunicazione verbale e non verbale, necessaria all’arte performativa, ma anche di proporre, assieme ai docenti, un approfondimento sui contenuti drammaturgici, di scavare, cioè, nei significati interni del soggetto per trovarvi chiavi di comprensione della realtà, che possano diventare strumenti per orientarsi nella complessità del vivere presente.
I temi che l’opera propone sono tanti: la difficoltà di vivere un amore duraturo, la capacità di superare la fine di un amore, senza violenza e risentimento, e anche la grandezza dell’amicizia, l’ampiezza di sguardo davanti ai pregiudizi. Ma soprattutto, ed è il tema più importante affrontato con i piccoli artisti, la paura del giudizio degli altri (tema ahimè tanto importante nella nostra “era” digitale) che ci impedisce di leggere la menzogna nelle parole di coloro che criticano i nostri comportamenti e il nostro essere ciò che siamo. Se la scuola, il teatro e l’opera si fanno strumento anche di questa educazione “emotiva”, il loro valore è oggi, quindi, non solo importante, ma necessario».
«Cambiare punto di vista per conoscere il teatro e divertirsi, imparare e crescere insieme. Questo progetto che coinvolge sul palcoscenico 400 bambine e bambini come attori e coristi insieme agli artisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino e di Venti Lucenti, oltre a ragazze e ragazzi delle scuole fiorentine in PCTO, è l’esempio perfetto di ciò che tutti noi intendiamo per educazione: un’esperienza che unisce conoscenza, emozione e partecipazione e che riesce anche a parlare di temi attuali, attraverso una chiave di lettura su cui riflettere anche quando i riflettori si spengono- spiega l’Assessora all’Educazione del Comune di Firenze Benedetta Albanese -. Portare migliaia di bambini e ragazzi dentro il teatro, non solo come spettatori ma come protagonisti, significa offrire loro un diverso punto di vista per leggere sé stessi e il mondo. In un tempo in cui è sempre più facile sentirsi soli o giudicati, il lavoro corale, la musica e l’arte diventano occasioni concrete di crescita, relazione e fiducia. È così che la scuola dialoga con la città e la cultura diventa davvero un bene condiviso».