Non sarà toscana la capitale italiana della cultura 2028. Il verdetto della giuria esaminatrice delle candidature – tra le altre – di Colle di Val d’Elsa e Massa, ha premiato il dossier di Ancona. Il capoluogo marchigiano l’ha spuntata sulle altre pretendenti all’ambito trono, tra le quali figurava anche la ligure Sarzana. La cerimonia di proclamazione si è tenuta in mattinata al Ministero della Cultura, dove la busta contenente il nome della aggiudicatrice del titolo è stata consegnata dal presidente della giuria, Davide Maria Desario, al Ministro Giuli che, dopo aver letto le motivazioni con cui si è raggiunta l’unanimità, ha proclamato la vincitrice.
Delusione, dunque, per le due città toscane che erano arrivate al prestigioso traguardo della “short list” superando una prima selezione, che – dalle 23 candidature iniziali – aveva portato allo stretto novero delle 10 finaliste (oltre alle città già citate, erano in corsa anche Anagni, Catania, Tarquinia, Forlì, Gravina in Puglia, Mirabella Eclano e Tarquinia). La prima selezione aveva escluso, a sorpresa, un’altra città toscana: Fiesole. “Considerata la qualità, essere qui è già un successo” ha precisato Desario, il quale ha poi chiesto “che i progetti di chi non ha vinto non vadano dispersi”.
Le reazioni. “Oggi – afferma il sindaco Piero Pii – arriva a termine questo percorso importante per la città, intenso e profondamente partecipato, che ha coinvolto l’intera comunità e il territorio in un’esperienza di confronto, crescita e costruzione condivisa. La candidatura a Capitale italiana della cultura non è stata solo una competizione tra città. È stata soprattutto un’occasione per guardare noi stessi e capire che città vogliamo essere. In questi mesi Colle di Val d’Elsa ha dimostrato di essere una comunità viva, capace di immaginare il futuro partendo dalla cultura, dalla partecipazione e dalla cura delle persone. Voglio fare le mie congratulazioni alla città di Ancona”.

Lo sguardo resta rivolto al futuro. “Colle continuerà su questa strada – conclude Pii –. Il lavoro fatto in questi mesi non si esaurisce con un esito, ma rappresenta un punto di partenza. Continueremo a costruire una città sempre più aperta, inclusiva e consapevole del proprio valore. Perché una città non diventa capitale della cultura soltanto per un titolo, ma per la capacità di costruire ogni giorno una comunità più consapevole, aperta e solidale. Ed è su questa strada che Colle continuerà a camminare”.