. I servizi si confermano la spina dorsale del mercato del lavoro italiano anche in questo avvio di 2026. A certificarlo sono i numeri dell’ultimo Bollettino Excelsior diffuso da Unioncamere e Ministero del Lavoro.
Su 424mila contratti programmati dalle imprese italiane per il mese di febbraio, ben 274mila — pari al 64,7% del totale — riguardano, appunto, i servizi. Una tendenza che si proietta sull’intero trimestre, con una stima di quasi 933mila ingressi nel comparto.
“Dati – commenta Confcommercio – che si riflettono concretamente anche sul nostro territorio”.
A guidare la classifica nazionale è la filiera dell’accoglienza. Alloggio, ristorazione e servizi turistici prevedono 71mila ingressi nel solo mese di febbraio, confermandosi la prima voce di domanda. Seguono il commercio, con 57mila entrate, e i servizi alle persone (49mila assunzioni), un dato quest’ultimo che riflette l’evoluzione demografica del Paese e la crescente richiesta di assistenza e cura. È un mercato che cerca stabilità — il 20% delle offerte è a tempo indeterminato — ma che guarda soprattutto alle nuove generazioni: il 29% delle opportunità è riservato agli under 30.
I dati a Pistoia
Questo scenario macroeconomico trova una declinazione puntuale nella provincia di Pistoia. Qui, il tasso di occupazione si attesta al 74,2% (dati Istat 2025), posizionando il territorio al settimo posto in Toscana. Sebbene il dato rimanga sotto la media regionale del 76,1%, la tenuta è garantita dalla capillarità del tessuto terziario nel suo complesso. Con un bacino di circa 14mila imprese attive, rappresenta a Pistoia un ecosistema in grado di ammortizzare le fluttuazioni economiche.
“Parliamo di un settore – commenta Confcommercio – che si conferma la vera infrastruttura portante della nostra economia.
I dati nazionali, che vedono i servizi coprire quasi il 65% delle assunzioni programmate, trovano una sponda concreta nella realtà pistoiese, dove queste aziende dimostrano di saper generare lavoro anche in fasi complesse. Si tratta di una vera risorsa strategica: un hub che va dal commercio al turismo e che oggi garantisce la tenuta sociale ed economica della provincia”.
Confermata la forza del segmento, ora si tratta di lavorare per consolidarla e accrescerla.
“Riuscirci – conclude l’Associazione – significa oggi vincere la sfida delle competenze: le nostre imprese cercano professionalità non sempre semplici da reperire. Per trasformare le previsioni di assunzione in posti di lavoro stabili e di qualità, dobbiamo accorciare le distanze tra formazione e impresa, specialmente per i giovani, che rappresentano il futuro di questo settore”.