Sei candidati, cinque uomini e una donna, per una corsa a sindaco che ad Arezzo assume anche un valore politico regionale.
Dopo dieci anni di amministrazione guidata dal centrodestra con Alessandro Ghinelli, il voto rappresenta un test importante sia per la coalizione che siede al governo nazionale, sia per il centrosinistra che tenta di riconquistare uno dei principali capoluoghi toscani, ‘perso’ ormai da 10 anni.
Nella corsa a Palazzo Cavallo, il centrodestra unito punta su Marcello Comanducci, 52 anni, imprenditore nel settore turistico e tecnologico, già assessore nella prima giunta Ghinelli e ideatore della Città del Natale. La sua candidatura è sostenuta da Fdi, Lega, Fi, Noi Moderati e dalla lista civica Fare. Nella coalizione anche Avanti Arezzo, civica legata all’ex vicesindaco Lucia Tanti. Per il centrodestra la partita aretina è strategica: una conferma consoliderebbe uno dei presìdi simbolici conquistati in Toscana e rafforzerebbe il radicamento di FdI in vista delle future sfide.
Il centrosinistra si presenta compatto con Vincenzo Ceccarelli, 66 anni, ex presidente della Provincia di Arezzo ed ex assessore regionale alle infrastrutture. La coalizione comprende Pd, M5s, Arezzo 2020-Avs, Casa Riformista con Iv e la civica Arezzo Partecipa. Dopo anni di divisioni, il campo progressista tenta la strada dell’unità per riportare la città nell’orbita del centrosinistra.
Osservata con attenzione la candidatura civica di Marco Donati, 46 anni, ex parlamentare Pd renziano ed ex assessore comunale, già candidato sindaco nel 2020. Donati è sostenuto da cinque liste civiche e da Azione. La sua performance potrebbe incidere sugli equilibri di un eventuale ballottaggio.
Completano la ‘rosa’ Egiziano Andreani, candidato di Democrazia Sovrana Popolare, già consigliere comunale ed ex dirigente Lega;
Michele Menchetti, sostenuto dalla Lista Indipendente per Arezzo dopo l’esperienza nel M5s;
e Serena Marinelli, unica donna in corsa, espressione della sinistra radicale di Alternativa Comune.