La sfida senza il quorum

Referendum, in Toscana il no prevale nettamente sul sì con oltre il 58%

Affluenza in Toscana tra le più alte in Italia

Referendum, in Toscana il no prevale nettamente sul sì con oltre il 58%

Referendum sulla riforma della Giustizia, in Toscana il NO prevale con oltre il 58% dei voti a fronte di un 41,83% per il SI. A Firenze il sì ha superato quota 65%, mentre il no si è fermato al 34,99%.

Il quesito riguardava la legge costituzionale concernente Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, che ha modificato 7 articoli della Costituzione.

I dati sull’affluenza

Anche nell’ultimo giorno di urne aperte la Toscana si conferma per affluenza al di sopra della media nazionale (58,93%), con un 66,27%. Nel Granducato Firenze sul podio con oltre il 70%, seguita da Siena (67,65%), Pisa (66,95%), Prato (65,20%) e Arezzo (65,80%).

Urne chiuse alle 15 per la consultazione referendaria che è “confermativa” e che – a differenza dei referendum “abrogativi” – non prevede il quorum: il voto sarà valido con qualsiasi dato di affluenza.

Il primo dato delle ore 12:00 di domenica 22 marzo consegna il dato regionale che si colloca più alto rispetto alla media nazionale: Se la prima rilevazione dell’affluenza in Italia si è fermata al 14.9, in Toscana si attesta al 16,9.

Alle 23 di domenica 22 marzo la Toscana ha raggiunto il 52,49% ben al di sopra del dato nazionale, fermo al 46,07; l’affluenza delle 23 del Granducato segna un parziale più basso solo dell’Emilia-Romagna. Tra le province, spicca Firenze dove alle 23 di domenica 22 marzo il dato della città metropolitana supera il 56%, seguita da Prato e Siena, entrambe con più del 53%. Tra le province dove al momento si è votato meno, figura Lucca (49,78%), Massa-Carrara (47,57%) e Grosseto (48,10)

 

L’appuntamento ha inaugurato la stagione elettorale che ha già un altro appuntamento in calendario in Regione, quello del  Il 24 e 25 Maggio con il primo turno delle elezioni comunali, quando saranno chiamati a scegliere il proprio sindaco tre capoluoghi di provincia: Prato, Arezzo, Pistoia ma con partite importanti anche nei comuni di media grandezza come Viareggio. Il referendum potrebbe dare qualche indizio.