Un passo avanti decisivo, ma non ancora l’ultimo miglio. Il tavolo istituzionale sulla vertenza L’Alba, riunitosi oggi pomeriggio, ha confermato una solida unità d’intenti tra istituzioni, sindacati e imprese, portando alla luce un tassello fondamentale: il soggetto individuato come “veicolo” per la soluzione della crisi ha già siglato un accordo quadro con il sindacato Sudd Cobas. L’intesa prevede una prima tranche di riassunzioni immediate per nove dipendenti provenienti dall’azienda di Montemurlo, con un diritto di precedenza per gli altri lavoratori coinvolti.
Tuttavia, la concretizzazione del piano resta sospesa in una sorta di “fumata grigia” tecnica. Per rendere operativo l’accordo, è necessario che i singoli committenti definiscano con precisione le modalità contrattuali con cui conferiranno le proprie commesse alla nuova ditta. Non si tratta solo di una questione burocratica, ma della sostenibilità economica dell’intera operazione: i contratti dovranno garantire volumi e tariffe compatibili con il rispetto del CCNL e la dignità del lavoro.
Il presidente della Provincia, Simone Calamai, ha sottolineato come questo percorso rappresenti un modello innovativo per il distretto di Prato. L’obiettivo, infatti, non è solo il reimpiego dei lavoratori, ma la dimostrazione che la collaborazione tra filiera e istituzioni può generare soluzioni condivise anche nelle situazioni più delicate. Calamai ha registrato con favore l’accordo tra le parti sociali, auspicando che i prossimi giorni di incontri bilaterali servano a consolidare la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti.
Dalla sponda sindacale, il Sudd Cobas mantiene alta la guardia. Dopo 187 giorni di presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, gli operai attendono che i committenti mettano nero su bianco quanto dichiarato a parole. L’accordo prevede inoltre che i contributi pubblici per le assunzioni siano vincolati alla formazione e a ulteriori inserimenti lavorativi, ribaltando la logica del massimo ribasso a favore di una responsabilità reale dei brand committenti.
Il tempo delle discussioni sta però per scadere. Il tavolo tornerà a riunirsi lunedì 23 marzo per quello che si preannuncia come l’appuntamento definitivo. In quella sede si capirà se le riserve poste da alcuni committenti saranno sciolte, permettendo finalmente il ritorno al lavoro degli operai o se, al contrario, la mobilitazione dovrà ripartire.