Ci risiamo. Quella con l’Udinese, evidentemente, era stata solo un’illusione. La Fiorentina è tornata a perdere. A Parma (1-0 il finale) lo ha fatto per la decima volta in campionato. Ovviamente Vanoli resta ultimo e la sua panchina torna in discussione.
La contestazione
Riprende, va da sè, anche la contestazione: i 3.500 cuori viola che avevano seguito la squadra al Tardini hanno incitato fino al 70, poi apostrofato i giocatori rifiutando anche il saluto finale. Erano tra l’altro anche momenti concitati, di paura per Roberto Piccoli che dopo un colpo subito nel finale aveva fatto temere il peggio. Nulla di grave, per fortuna ma solo una forte botta al torace.
Scarso cuore
Molto peggio la situazione dei viola che potevano anche pareggiare se non avessero trovato sulla propria strada un Corvi versione extra-lusso. Il giovane autoctono portiere di casa è stato più volte decisivo su Kean (nella foto di copertina), Gudmundsson e soprattutto Comuzzo, ma gli uomini di Vanoli dovevano comunque fare di più.
Le occasioni vere infatti le hanno avute dopo essere passati in svantaggio. Dopo la frittata fatta in coabitazione tra Dodo, Parisi e Fortini che hanno lasciato Sorensen superare De Gea con un tocca ravvicinato a inizio ripresa.
Primo tempo bloccato e silenzio stampa
Nel primo tempo, invece, non avevano creato nulla: in generale serve più cattiveria, soprattutto in un match chiave come quello del Tardini. La prima del 2026 sarà con la Cremonese: in attesa di capire se prima di allora sarà annunciato l’approdo nell’area dirigenziale di Fabio Paratici o se ci saranno ribaltoni tecnici, si naviga a vista. La società ha scelto di proseguire con il silenzio stampa. Così nessuno si è neppure preso la briga di spiegare l’ennesima prestazione deludente.